Cappella cristiana dell'ospedale San Martino


Belluno

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Tipo di incarico
Concorso di progettazione
Committenza
ASL di Belluno
Dati Quantitativi
Area coperta 250mq
Cronologia
2006 Progetto
Prestazioni effettuate
Progetto preliminare
Team
Progetto
Corde architetti (Alessandro Santarossa, Giovanni Scirè Risichella, Stefano Sessolo)
Collaboratori
Pierluigi Peruzzo, Giovanni Roncador
Progetto illuminotecnico
Francesca Anselmi


La luce è un tema dominante in tutta l'architettura religiosa, ma diventa imprescindibile quando ci si trova a dover progettare una cappella all'interno di una corte sempre in ombra all'interno di un ospedale: un luogo dove tutti siamo più deboli e vulnerabili, dove quindi evitare effetti drammatici, in virtù di uno spazio che dia rifugio e conforto, dove stare bene e raccogliersi.
La cappella è un recinto di modesta altezza (210cm) che non rinchiude, ma raccoglie, interrotto solo da tre porte che, oltre all’uscita principale, conducono al giardino esterno e alla sagrestia. Dal muro in pietra del recinto si innalzano bianche pareti che corrono oltre il presbiterio e si raccordano al soffitto senza spigoli. Sembrano continue e prive di forature, ma in realtà sono costellate da quadrati opalescenti di tre diverse dimensioni che si rincorrono dappertutto. Questi quadrati opachi mantengono la vista all’interno, catturano la debole luce esterna dai tre lati liberi e dal tetto e verso sera si illuminano di luce propria dando vita ad un suggestivo volume luminoso privo di angoli e modulabile in diverse intensità.
A chiusura del presbiterio, in asse con il muro di pietra ma leggermente distaccato, è collocato un prisma bianco che si stacca dalle pareti e dal soffitto; la luce che lo illumina da dietro attraverso una grande apertura lo staglia dal fondo ed evidenzia i due tagli che lo solcano evocando la croce. In asse con l’altare uno dei quadrati luminosi si trasforma in un lucernario a sviluppo inclinato, unico elemento a forare il soffitto,
Tutta la cappella, sia in pianta che in sezione, è impostata sulla ripetizione del quadrato e della sua sezione aurea, nell’antica convinzione che uno spazio non possa trasmettere armonia se non attraverso giuste proporzioni.